Perché abbiamo fatto questo Torneo di Kung Fu?

Al giorno d’oggi, le attività realizzate in palestra o dopo scuola svolgono un importante ruolo socioeducativo per un corretto sviluppo sia nei bambini che nei giovani.

Il tempo trascorso nei Kwon (Scuole) dell’Accademia Yi Li Hung Kuen favorisce in tutti i ragazzi che praticano lo sviluppo di competenze che li accompagneranno per il resto della loro vita.
Molti degli atteggiamenti che i ragazzi avranno nel futuro si stanno formando sui tatami della nostra scuola e ovviamente grazie all’educazione ricevuta a casa.

Il Kung Fu come palestra di vita

L’idea che portiamo avanti é che le arti marziali, e concretamente il Kung Fu, facciano parte di una educazione integrale e significativa (non solo al livello marziale, ma anche a livello personale, come individuo, cittadino e membro di una comunità) nella quale il ruolo dei maestri non è solamente quello di trasmettere nozioni ed insegnamenti “tecnici”, ma bensì di far parte della vita dell’allievo in una forma positiva e utile.

Per ottenere questa educazione nei confronti della vita, è necessario dunque prendere in considerazione aspetti che vadano oltre il programma di studio del corso di Kung Fu che gli allievi devono conoscere. Educare ai valori quali il rispetto, l’empatia e la comprensione, è altrettanto se non più importante che far apprendere i contenuti che porteranno agli esami delle cinture.

Le arti marziali, infatti, non si limitano all’esercizio fisico, ma sono anche e soprattutto un momento di socializzazione tra coetanei di luoghi, culture, generi, etnie e classi sociali diverse, fattore che indubbiamente aiuta i bambini e i ragazzi ad essere più aperti e rispettosi delle differenze reciproche.

Nella difesa di una educazione interculturale, che ci permette di conoscere differenze altrui senza dimenticare il filo conduttore comune, il rispetto reciproco nella convivenza che mira all’armonia.

Questa pratica fornirà quindi agli allievi competenze di vita quali:
● Imparare a comunicare con gli altri
● Migliorare la coesistenza
● Tollerare la frustrazione (non sempre sarò performante durante le prove di esame o tornei)
● Lavorare in gruppo
● Esercitare la perseveranza nei propri sforzi

Qualè il vero scopo del torneo

I tornei sono l’occasione migliore per gli allievi di conoscere altre persone di altre sedi e di capire che l’impegno, lo sforzo, la disciplina, la costanza e la perseveranza hanno risultati positivi sia a livello individuale che collettivo.

Un errore comune è pensare che i tornei siano solo attività in cui c’è un vincitore e un perdente.

Il Kung Fu, almeno come vogliamo trasmetterlo noi, ha molti altri aspetti che devono essere presi in considerazione e che vanno di pari passo con l’educazione di qualità che serve ad affrontare la vita, e non solo con l’obiettivo di vincere un diploma o una medaglia.

Bisogna capire che i tornei vanno oltre il successo o il riconoscimento, e che si tratta di un’attività pedagogica che deve essere sempre eseguita pensando a come ottenere il miglior beneficio educativo per gli allievi.

Pertanto, cerchiamo di lavorare su elementi come l’impegno al 100%, il rispetto delle regole e l’atteggiamento positivo nei confronti della competizione. Si correggono atteggiamenti di antisportività e di mancanza di rispetto. Si insegna agli studenti a valorizzare, incoraggiare, rispettare e festeggiare i traguardi raggiunti di tutti i compagni.

Tutto questo fa parte dell’educazione impartita attraverso la pratica delle arti marziali e dei tornei di Kung Fu.

Riassumendo, questi sono alcuni dei vantaggi dei tornei come il nostro:
● Creare e rafforzare l’abitudine alla pratica marziale, educando gli allievi della nostra scuola fin dall’infanzia in modo positivo e che consenta la continuità per tutta la vita.
● Integrare il processo formativo-educativo di ragazze e ragazzi attraverso un ambiente marziale appropriato, progettato per motivare positivamente gli studenti.
● Sviluppare un’educazione integrale in cui siano contemplate tutte le loro capacità motorie, cognitive, sociali e affettive, oltre ai benefici psicologici ottenuti attraverso la partecipazione a questo tipo di eventi.
● Formare persone che in futuro saranno praticanti delle arti marziali in generale o di qualsiasi attività sportiva.

I tornei di Kung Fu aiutano i ragazzi fin dall’infanzia a crescere con una serie di valori fondamentali che li accompagneranno per tutto il loro sviluppo come individui e che si tradurranno in un buon cittadino sano sia fisicamente che psicologicamente.

Questo era l’obiettivo del nostro Torneo. Grazie della lettura!

Hung Gar – Storia dello stile

Fonte: Wikipedia

Lo Hung Gar (洪家拳 o abbreviato hung kuen, o Hung Ga, o Hongjiaquan in Pinyin, pugno della famiglia Hung) è uno stile di Kung Fu, classificato come Nanquan. È uno dei Guangdong wu daming quan (cinque nomi importanti di pugilato del Guangdong).

La nascita dello stile Hung Gar, che letteralmente significa “Stile della famiglia Hung”, va fatta risalire al 1700 d.C., all’epoca della distruzione di un monastero shaolin del sud, Fu Jian Potin. Da questo riuscirono a salvarsi sette monaci i quali, secondo la leggenda, cominciarono a diffondere l’arte marziale del Kung Fu. In particolare uno di loro, Zhi Shan, conosciuto anche con il nome di Ji Sin Sim See, rifugiatosi nella “Fossa delle tigri”, un monastero Shaolinsi del sud, trasmette le sue tecniche al mercante Hung Hei-gung. È con lui che si ha la nascita dello stile Hung Gar, decide infatti di codificare gli insegnamenti di Zhi Shan in quella che ricordiamo come la prima vera forma dello stile, la Gung Ji Fook Fu Kuen. Questa, sebbene sia la prima, viene usata tuttora dai maestri per testare il livello raggiunto dagli allievi, anche di quelli più esperti. La storia dell’Hung Gar continua con Luk Ah-choy e Wong Kay-ying, che si dice facessero parte del gruppo delle 10 tigri (GuangDong Sup Fu). A questi segue Wong Fei-hung, un maestro di grande importanza non solo per aver combattuto nella Prima Guerra dell’Oppio, ma soprattutto per aver posto le basi della scuola. Suo contemporaneo è Tid Kiu San (“avambraccio di ferro”), che viene ricordato per aver ideato la Tid Sin Kuen, la forma del filo di ferro, l’ultima dello stile. Con Lam Sai-wing però ci si discosta da questa corrente più antica e viene introdotta una nuova forma, la Mui Fa Kuen (“Forma del fiore di prugno”). Questa viene insegnata agli allievi che si avvicinano per la prima volta all’Hung Gar, in modo da indirizzarli verso l’acquisizione delle posture principali. La successione dei maestri prosegue con Lam Jo, Chiu Kao, Wong Lee e Chan Hon-chung, ultimi granmaestri universalmente riconosciuti da tutti i praticanti di Hung Gar.

I maestri nella storia

Tamo
Conosciuto soprattutto come Bodhidharma, era considerato da molti come un Bodhisathva, ovvero un essere illuminato che aveva rinunciato al nirvana per salvare l’umanità. Giunse in Cina fra il 526 e il 527 d.C. e si trasferì al tempio di Shaolin nella provincia di Henan, dove trascorse il resto della sua vita. Quando Ta Mo giunse al tempio, si accorse delle cattive condizioni fisiche dei monaci, dovute alla loro mancanza di esercizio fisico. Fu così turbato dalla gravità del problema che si ritirò a meditare in una grotta per nove anni (secondo altre fonti vi rimase per sette). In questo periodo scrisse due libri, ma solo il primo, lo “I Chin Ching” (Libro sui movimenti dei tendini e dei muscoli), è giunto fino a noi. È ritenuto il patriarca dello Kung Fu di Shaolin e del Buddhismo Chán.

Ji Sim
Il bonzo Ji Sim (至善禅师 in Pinyin Zhishan Chanshi) fu abate del monastero di Shaolin del Sud verso la fine del Settecento. Esperto nelle tecniche dure della tigre (fu jow), trasmise le sue conoscenze a Hung Hei-gung e Luk Ah-choy. Fu lui il creatore della forma Gung Ji Fook Fu Kuen.

Hung Hei-gung (1745-1825)
Il vero nome era Jyu. Egli era un lontano discendente del principe Leung della famiglia Ming. È il fondatore dello stile, acerrimo nemico dei Manchu, e grande combattente. Istruì un vasto numero di valorosi ribelli allo scopo di sovvertire il governo Ching.

Wong Tai
Discepolo diretto di Luk Ah-choy ed esperto erborista istruì il figlio nell’arte del Kung Fu.

Wong Kay-ying
Nacque all’inizio del XIX secolo. Sin da piccolo imparò il Kung Fu dal padre e dal suo maestro Luk Ah-choy con i quali praticò per oltre dieci anni. Con queste conoscenze divenne istruttore della fanteria militare di Canton, inoltre, grazie ai soldi guadagnati nel corso di quegli anni, poté aprire un negozio di erboristeria dove insegnava anche il suo kung fu. Questo locale si chiamava Bao Chi Lam.

Wong Fei-hung (1847-1924)
Combattente d’eccezione viene annoverato tra le dieci tigri di Canton ovvero tra i migliori maestri di tutta la Cina. Sviluppò notevolmente lo stile tanto da essere soprannominato il “padre dell’odierno Hung Gar”. Egli apprese dal maestro Tid Kiu-sam una forma per sviluppare l’energia interna (Qi/Hei) detta Tid Sin Kuen che introdusse nel sistema. Wong sviluppò inoltre la forma Fu Hok Seung Ying Kuen introducendo i principi respiratori del filo di ferro e ampliando il repertorio originale tramandato dai tempi di Hung Hei-gung. Molto più tardi creò la forma dei cinque animali (Ng Ying Kuen), simile alla Fu Hok ma con l’aggiunta delle tecniche del serpente e del leopardo. Si dedicò per tutta la vita al kung fu e alla medicina cinese ed ebbe molti allievi tra cui Lam Sai-wing e Tang Fong.

Lam Sai-wing (1860-1943)
Maestro di porta di questo secolo, durante la sua anzianità egli ebbe una profonda ispirazione che lo portò a riesaminare tutto il repertorio dello stile apportandovi numerose modifiche ed eliminando tutto ciò che era “inadatto” ai tempi moderni, questa è stata probabilmente la causa che ha originato numerose differenze tecniche tra le varie scuole di Hung Gar. Lam ha reso il kung fu accessibile a tutti, aprendo le porte dell’insegnamento mentre, come sappiamo, per generazioni si era trasmesso solo all’interno dello stesso nucleo familiare. Per facilitarne la diffusione pubblicò anche tre volumi sull’Hung Gar (1917), ciò testimoniava la grande apertura mentale del maestro in accordo con i tempi e la società in fase di cambiamento.

Chan Hon-chung (1909-1991)
A 19 anni, si recò a Hong Kong, dove entrò a far parte della Società d’arti marziali di Lam Sai-wing diventando uno dei suoi allievi migliori. Nel 1936 si recò a Canton per affari, ai tempi delle aggressioni giapponesi la Cina si preparava per la guerra e a ChanHon Chun fu chiesto di allenare le nuove compagnie di spadaccini. Nel 1938 tornò a Hong Kong dove istituì l’Hong Chung Gimnasium e praticò tutta la vita il Dit Ta (la medicina cinese). Nel 1970 fondò l’Hong Kong Chinese Martial Art Association tutt’oggi esistente e alla quale aderiscono molti maestri di grande fama. Nel 1973 fu premiato dalla regina Elisabetta II con una medaglia al merito per i suoi contributi sociali. Morì nel 1991.

Mui Fa Kyun – 梅 花 拳 – La forma del fiore di prugno

Fonte: Luca Barteri

La forma del fiore di prugno 梅 花 拳 (梅 Mui (Prugno) – 花 Fa (Fiore) – 拳 Kyun (Pugno – Forma)) o Sap Ji Mui Fa Kyun, Forma del fiore di prugno dell’ideogramma Sap (十) 十 字 梅 花 拳 (十 Sap (Dieci) – 字 Ji (Ideogramma) – 梅 Mui (Prugno) – 花 Fa (Fiore) – 拳 Kyun (Pugno – Forma))

Si dice che venne coreografata da Pun Gwai Yat 潘 貴 一, allievo di Lam Sai Wing. Secondo Leung Gaam Gwong 梁 鑑 光 allievo del maestro Wong Lei 王 利, la forma deriva dallo stile Choi Ga 蔡 家 (Uno dei cinque stili del sud della Cina insieme a Hung, Lau, Lei e Mok). Il Choi Ga utilizza molto la gamba destra avanti e colpi con il braccio destro. Nel Mui Fa Kyun, a differenza delle altre forme dello stile Hung Kyun, la gamba destra è quasi sempre in avanti.
Uno dei più grandi divulgatori di questa forma fu il maestro Chan Hon Chung.
Il fiore di prugno ha 5 petali e da ciò derivano le cinque direzioni in cui agisce la forma: i 4 punti cardinali più la quinta direzione rappresentata dal centro. Le cinque direzioni seguono uno schema a croce (da qui l’ideogramma Sap (十)). E’ una forma composta da circa cinquanta movimenti, costituita da tecniche a medio-corto raggio. Presenta le tecniche, le posizioni e gli spostamenti base dello stile.
Mui Fa Kyun insegna a chiudere la distanza, attaccare parando ed il principio pratico ma
soprattutto mentale di avanzare sempre.

Guarda i video del Maestro Alberto Serrano

Le esperienze del passato sono la ricchezza del presente

Lo Hung Kuen

Lo Hung Kuen è uno stile di kung fu catalogato tra quelli esterni sud della Cina. Questo lo identifica come uno stile molto efficace, dalle movenze semplici, tecniche dirette e di grande potenza.

Lo Hung Kuen mira alla crescita completa della persona della persona, sia dal punto di vista fisico; allenando qualità come forza, velocità, resistenza, agilità, elasticità etc, sia dal punto di vista emotivo e mentale, mettendo a dura prova il praticante e facendogli esplorare tutti i lati della sua personalità; coraggio, forza di volontà, velocità di reazione, capacità di valutazione delle situazioni, fermezza nelle proprie decisioni, determinazione, sincerità, umiltà, consapevolezza di sé, sono solo alcune delle qualità che si sviluppano con la pratica dello stile.

La Scuola ha come obiettivo la pratica e la diffusione dello stile nella sua essenza. La scuola intende dare la possibilità a tutti di praticare questa disciplina in maniera seria, le uniche cose richieste sono serietà e dedizione alla pratica. La pratica è di tipo tradizionale e non si perseguono fini sportivi, ad ognuno è richiesto di impegnarsi secondo le sue possibilità, ed ogni praticante seguirà un percorso soggettivo.

La sostanza è l’ unica cosa su cui si deve lavorare. Il kung fu permette di fare proprio questo, mostrarci per come siamo fatti realmente, e lavorare su quello, riconoscere i propri limiti e le proprie paure, prenderne atto ed affrontarli. La vera sfida non è essere migliore o più forte di qualcun altro, la vera forza sta nel superare se stessi, nel riuscire a migliorarsi. Per fare ciò non si può non essere umili ed onesti. Due componenti influiranno in maniera determinante su questo percorso di crescita: il maestro e l’ allievo. 

l’Ideogramma della divisa

YI LI HUNG KUEN

l’Ideogramma della divisa scelta dalla scuola: YI LI HUNG KUEN

YI – 義

Sta per rettitudine / onestà,  il significato sta nel ricercare e manifestante una sincera pratica, orientata verso un percorso di crescita. Si pratica e si agisce in maniera sincera ed onesta verso se stessi e verso gli altri, bisogna ricercare un senso di giustizia e verità in quello che si fa , senza timore di accettare le cose per quello che sono. Solo praticando in questo modo per esempio, si può avere una giusta considerazione e percezione delle cose, e quindi intraprendere un reale percorso di cambiamento. Un atteggiamento di questo tipo per noi é la base della pratica.

LI – 力

Il seconde carattere LI rappresenta la forza in modo generico,  quindi la intendiamo sia come forza, abilità fisica nelle sue diverse tipologie di espressione, che come per esempio una forza di spirito necessaria per intraprendere un cammino e continuare a percorrerlo, la forza per fare le giuste scelte etc..

I due caratteri sono in interrelazione l’uno con l’altro, non possono essere separati  e la loro unione dovrebbe identificarsi in ciò che facciamo sia come stile (“hung kuen” gli altri due caratteri) che come scuola.

Il Saluto

Applicazione del saluto nell’arte marziale.

合脚離開一寸闊 Hap Geuk Lei Hoi Yat Chyun Fut Unire i piedi lasciando un chyun (1)

頭頂千斤氣下丹田由丹而貫于四肢何爲四肢心足耳目是爲四肢心則意到足習其標準眼 觀四便耳 聽八方 1000 gan (2) sopra la testa. L’Hei (3) affonda nel Daan Tin (4). Dal Daan Tin penetra nel Sei Ji (5). Cosa sono i Sei Ji? I Sei Ji sono: Cuore, piedi, orecchie e occhi. Il cuore regola il pensiero e raggiunge i piedi. Pratica secondo queste indicazioni. Gli occhi osservano i quattro angoli e le orecchie ascoltano i suoni provenienti dalle otto direzioni.

Nota:

1) 1 chyun misura circa 3,33 cm. 1) 1 gan pesa circa 500 grammi.

2) Respiro vitale (Pinyin: Qi 氣).

3) Campo di cinabro (丹田). 4) Le quattro membra (四肢).


兩手楂拳藏在腰

Leung Sau Ja Kyun Chong Joi Yiu Entrambe le mani sono strette a pugno e nascoste in vita. 藏拳在腰若敵人由左打來則右招右則左招用擒拿伏虎手虛則虛招實則實擋 I pugni sono nascosti vicino alla vita. Se l’avversario vi colpisce da sinistra parate con la destra, se vi colpisce da destra para con la sinistra usando Kam Na Fuk Fu Sau (1). A un falso attacco si risponde con una falsa parata, a un vero attacco si risponde con un vero blocco.

Nota:

1) La mano che soggioga la tigre che afferra e trattiene (擒拿伏虎手).


吊脚收胸見禮謙 吊脚收胸見禮謙

Diu Geuk Sau Hung Gin Lai Him Posizione della gamba sospesa, stringere le mani (mani all’altezza del petto), incontrarsi educatamente e modestamente (saluto). 逢拳術家必…先禮相見倘敵人一拳由中打來我即用冚翅手服之連轉鉄門閂千斤墜之法 Quando incontri praticanti di arti marziali di altre famiglie, prima di tutto, devi fare la cerimonia di saluto tra voi due. Se l’avversario mi attacca con un pugno nella zona centrale, uso immediatamente Kam Chi Sau (1) e poi cambio metodo Tit Mun Saan Chin Gan Jui (2).

Nota:

1) La copertura ad ala (冚翅手).

2) Chiudere il cancello di ferro, cadono 1000 gan (500 kg)


收拳見禮須吊脚

Sau Kyun Gin Lai Seui Diu Geuk

Raccogliere i pugni, incontrare con cortesia (salutare) con la gamba sospesa

翅冚一拳即見禮一般須用吊脚收胸拱手見禮以微笑不可以怒氣對人以示謙讓

Chi Kam (1) e Yat Kyun (2) sono il Gin Lai (3). Si deve usare Diu Geuk (4), raccogliere (le mani all’altezza) del petto e Gung Sau (5). Nel Gin Lai si deve sorridere, senza rabbia per mostrare alle persone umiltà.

Note:

1) L’ala che copre (翅冚).

2) Un pugno (一拳).

3) Incontrare con cortesia (Salutare) (見禮).

4) La gamba sospesa (吊脚).

5) Rendere omaggio a qualcuno con le mani giunte al petto (拱手).


扭手收拳一鞠躬

Nau Sau Sau Kyun Yat Guk Gong

Girare le mani, raccogliere i pugni e inchinarsi

紐手收拳之法將拳收在腰傍收胸落膊一鞠躬

Nel metodo Nau Sau Sau Kyun (1) si raccolgono i pugni vicino al petto, (dopoi si) posizionano alla vita, si fanno cadere le spalle e ci si inchina.

Note:

1) Girare le mani, raccogliere i pugni (紐手收拳).


貓兒洗面又三勻

Maau Yi Sai Min Yau Saam Wan

Il gatto si lava il muso con tre (movimenti) uguali

逢照鏡手法即莊頭之勢連轉貓兒洗面爪法須要倒爪㬹對胸爪對鼻連變帶馬歸槽

Ogni Jiu Geng Sau (1) (può) essere Jong Tau (2) ed è combinato con il metodo Maau Yi Sai Min Jaau (3). Si deve ruotare (in avanti) un artiglio al gomito o petto (dell’avversario), mentre l’altro artiglio (ruota verso) il viso. (Questa tecnica) è seguita da Daai Ma Gwai Chou (4).

Note:

1) Guardare nella mano a specchio (照鏡手).

2) Il capo del villaggio (荘頭). Posizione di guardia.

3) L’artiglio del gatto che si lava il muso (貓兒洗面爪).

4) Guidare il cavallo indietro alla stalla (帶馬歸槽).


照鏡手法爪三勻

Jiu Geng Sau Faat Jaau Saam Wan

Il metodo di guardare nella mano a specchio, gli artigli per tre volte nello stesso modo

此勢若敵人用拳打來我即用貓兒洗面之法三打三招連用帶馬歸槽拉敵人歸後

Da questa tecnica, se l’avversario mi colpisce con un pugno, io subito uso il metodo Maau Yi Sai Min (1) che colpisce e para per tre volte. Dopo tirare indietro l’avversario usando Daai Ma Gwai Chou (2).

Note:

1) Il gatto si lava il muso (貓兒洗面).

2) Guidare il cavallo indietro alla stalla (帶馬歸槽).


Il Bastone di Sun Wu Kong

Com’è fatto il bastone?

Il bastone della scimmia è un’asta cilindrica leggermente flessibile tipico della tradizione Siu Lam del sud. Sembra che questa forma sia stata inserita nel programma Hung Kyun dal maestro Wong Fei Hung. E’ la prima arma che si studia. Secondo la tradizione Siu Lam il bastone era l’arma principale del monaco. Tradizionalmente dovrebbe arrivare al sopracciglio (Da qui il nome Chai Mei Gwan) e dovrebbe avere le estremità dello stesso diametro. Viene definito a testa doppia perché utilizza entrambe le estremità. Il bastone serve ad apprendere lo studio delle armi lunghe. Ha un’impugnatura centrale con la presa di ambedue le mani Yang, cioè i palmi rivolti verso il basso e con i movimenti chiusi della scimmia.

Perché viene chiamato cosí?

Questa forma è un tributo al re scimmia Syun Nghung (Pinyin: Sun Wukong) 孫 悟 空 eroe della novella Sai Yau Gei (Pinyin: Xi You Ji) – Viaggio ad Occidente 西 遊 記. Il termine Haang Je – Il bastone di colui che viaggia (Viaggiatore) 行 者 e Ma Lau – Scimmia 馬 騮 identificano l’eroe Syun Ng Hung (Pinyin: Sun Wu Kong) 孫 悟 空, a cui la forma è dedicata. Più precisamente Haang Je è il termine con cui il monaco Yun Jong (Pinyin: Xuan Zang) 玄 奘 chiama il re scimmia quando lo accetta come suo compagno di viaggio. La scimmia nel Gung Fu rappresenta la mente perché è agile, giocherellona e dispettosa; si distrae con facilità, tende a sfuggire al controllo e più si cerca di indirizzare in un certo modo più si verifica l’opposto.

Perché allenare il bastone?

Il bastone insegna la coordinazione tra le mani e le gambe (spostamenti, posizioni e loro consolidamento). L’uso del bacino è fondamentale. E’ molto indicato per l’irrobustimento muscolare visto il lavoro di braccia e gambe insieme. In modo specifico lavora gli avambracci, dorsali superiori e i deltoidi. Non essendo un’arma dotata di lama o punta bisogna sfruttare il più possibile la coordinazione degli arti per imprimere forza e potenza. Nella forma si trovano posture che richiamano la scimmia (ad esempio “La scimmia suona il flauto”) ma non c’è l’imitazione dell’animale se non nelle posizioni basse. La forma mostra l’utilizzo pratico del bastone in combattimento, a muovere soprattutto le spalle e i gomiti, sviluppa quindi l’agilità fisica ma lavora soprattutto sulla capacità di attenzione.

Fargli scoprire la bellezza del Kung Fu è il nostro scopo

“Piccole tigri”: corso di Kung Fu Hung Kuen per bambini e bambine

La domanda spesso è: perché un corso di Kung Fu Hung Kuen per bambini?
I bambini sono piccoli e non adulti! Certo, è vero: i bambini non sono adulti… ma un giorno lo saranno! E quindi… perché non contribuire positivamente al loro percorso di crescita? Partendo da quest’idea abbiamo voluto creare corsi per ragazzi, per dare loro le abilità e le conoscenze necessarie per crescere e diventare adulti di successo sia nelle arti marziali, sia nella vita di tutti i giorni. Usiamo il Kung Fu e lo stile Hung Kuen come metodo divertente e appassionante per insegnare loro ad ascoltare, per affinare le capacità comunicative, trasmettere ai ragazzi la cortesia e la sensibilità necessarie a stare insieme con gli altri, l’attenzione nel trattare il prossimo, cercando di contribuire al raggiungimento dei loro obiettivi, nel rispetto di se stessi e delle figure che rappresentano l’autorità.

Il Programma

Imparare il Kung Fu nella nostra classe di “Piccole Tigri” è un modo piacevole e costruttivo di stare insieme e fare attività fisica e il programma che proponiamo permette ai bambini di acquisire competenze e abilità che potranno essere molto utili nei loro primi passi nella vita e nel complesso mondo delle interazioni sociali, a casa come a scuola. Il corso “Piccole Tigri”, per ragazzi e ragazze dai 6 ai 12 anni, è un modo sano per conoscere le arti marziali. I piccoli allievi apprenderanno i principi del coordinamento e della meccanica del corpo, che gli permetteranno di muoversi agevolmente anche nei nostri programmi più avanzati. Insieme a svolgere esercizi fisici finalizzati ad avere un corpo sano e in forma, il vostro bambino imparerà il rispetto, la disciplina, la responsabilità, la fiducia in se stesso e a superare le proprie insicurezze, oltre che a proteggersi e difendersi nel caso ciò fosse necessario. In un’atmosfera divertente, costruttiva, avvincente e sotto la guida di un attento ed esperto insegnante, ci concentreremo sugli atteggiamenti positivi e sulla crescita personale di ogni singolo bambino. Vi sentirete tranquilli nel sapere i vostri figli in un ambiente integro e sicuro, a imparare insegnamenti validi per il loro presente e per il loro futuro.

Maestro Alberto Serrano